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Libertà, giustizia, democrazia... e LA 194 NON SI TOCCA
Fare un figlio non è uno scherzo. Per una scelta consapevole informati su www.sceglitu.it
Tanto per rinfrescare la nostra memoria e per far conoscere ai giovani i retroscena della storia del nostro paese, vi invitiamo a leggere un commento (P2.htm) al Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli. (PRD.htm)
Per chi volesse saperne di più: strano.net/stragi/
IDEE, NOTIZIE, COMMENTI & OPINIONI
Anche a
Castiglione del Lago
una iniziativa concreta
CONTRO IL CAROVITA
E’ attivo il GAP GRUPPO D’ACQUISTO POPOLARE
Il gruppo si propone di associare famiglie e singoli con l’obiettivo di abbattere il costo di beni di prima necessità: olio, formaggi, carne, frutta e verdura.
I prodotti saranno reperiti, per quanto possibile, “a chilometri zero”, ovvero presso produttori locali, per controllarne direttamente la qualità e sostenere le imprese agricole della zona.
L’attività del gruppo si basa sul lavoro volontario degli aderenti e non ha alcuno scopo di lucro.
PER ADESIONI E COLLABORAZIONI
mail:
sito: gaptrasimeno.wordpress.com
tel.:
366 53 50 857
Lettera di un compagno
Buon pomeriggio a tutti.
chi vi scrive e' un elettore di 33 anni, padre di un bellissimo bambino, Samuele di 5 anni. Sono felicemente sposato con una ottima compagna di vita, oltre che una splendida madre.
Come da anni ho sempre dato il mio appoggio politico a voi di sinistra, in quanto svolgo mansioni di operaio e tanto più siete gli unici che difendono il nostro ceto sociale.
Uguaglianza, rispetto ed onesta' sono valori che da sempre ho creduto e che mi hanno insegnato i miei avi, e vi assicuro che cercherò di trasmetterli anche al mio figlio.
Vi scrivo queste poche righe non per fare polemiche, ma per farvi capire che ancora in questo mondo esistono anche persone corrette, precise, oneste e che pagano puntualmente le tasse, facendosi un bel mazzo per arrivare a fine mese.
Non so' se ve siete accorti, ma la sinistra purtroppo non esiste più. Non c'è al governo un 'opposizione che si faccia valere e si faccia rispettare; il PDL sta facendo quello che vuole. Vedendo i risultati di queste europee, provinciali e comunali, ancora una volta si sono rivisti risultati eclatanti per la LEGA e per il PDL, con una perdita di tutta la sinistra e del PD.
Il centro Italia e' stato sempre una roccaforte rossa da oggi sta' subendo colpi su colpi.
Ci vogliamo svegliare? Vogliamo fare un PARTITO UNICO di sinistra almeno otteniamo il 10% e diciamo la nostra? Volete continuare a prendere i nostri voti? Mi sembra che avete smarrito lo spirito e la voglia per continuare a lottare che un signore di nome BERLINGUER anni fa' ci ha inculcato. Non siamo più capaci a fare una campagna elettorale basata sui diritti, doveri e difese per noi cittadini, andare in piazza e fare sentire la nostra voce. Ricordatevi che molti elettori hanno saltato le votazioni perché se ne fregano di tutto e di tutti, non hanno nessun riferimento politico perché sono rimasti sconfortati dalle ultime politiche e dal modo di governare del sig. Prodi e compagnia. Quindi, detto ciò, molti hanno dato molti voti di protesta, altri si sono astenuti. Per riprenderci quello che abbiamo coltivato gli anni passati, basta solo essere tutti UNITI in un solo PARTITO di SINISTRA e fare un cospicua campagna elettorale, in difesa di noi cittadini.
Aspetto un vs. gradita risposta.
Maurizio Ricci - Piegaro - PG
Grazie a tutti i compagni
che hanno contribuito alla riuscita
di questa manifestazione.
La “palla” è solo nascosta e, prima o poi, salterà fuori...basta cercarla.
Noi non stiamo bene ma è certo che tutti gli occhi e le attenzioni sono rivolte al “paziente” Pd. Evidentemente il caso è più grave.
Ecco il pensiero di Luigi La Spina, editorialista de LA STAMPA.
Così il Pd ha perso la voce
Un assordante silenzio. L’esempio più scolastico di un ossimoro potrebbe davvero definire l’afasia politica che ha caratterizzato l’agosto del principale partito d’opposizione. Sia sulle grandi questioni internazionali, come la difficile situazione in Afghanistan e in Iraq, sia sul dibattito in vista delle prospettive autunnali della nostra economia, fino ad arrivare alle baruffe estive sull’Inno di Mameli o sui dialetti, il Pd si è distinto per una assoluta mancanza di reazioni. Un riserbo insolito per le abitudini della politica italiana, dove l’esternazione prevale sempre sulla meditazione.
Le uniche voci che si sono udite da quelle parti, ascoltate peraltro senza suscitare particolari emozioni, sono state raccolte in alcune interviste ai due contendenti favoriti per la futura segreteria del Pd, Bersani e Franceschini, impegnati in qualche stanca polemica interna.
Poiché l’auto-oscuramente dialettico agostano sarà forzatamente interrotto dall’avvenuta apertura della festa nazionale di quel partito, a Genova, c’è da sperare che la lunga pausa, dedita evidentemente a una profonda riflessione, sia servita affinché i leader Pd ci rivelino finalmente una organica, concreta e innovativa proposta di governo del nostro Paese. Tutti gli italiani, sia quelli che hanno votato per Berlusconi, sia quelli che non l’hanno fatto, vorrebbero confrontare le ricette finora attuate dall’esecutivo con quelle suggerite dal maggior partito dell’opposizione. Senza dover solo ascoltare battute, più o meno divertenti, sulla vita privata del presidente del Consiglio o critiche alle misure governative prive, però, di una esposizione delle ipotesi alternative basate su realistici e sostenibili conti di spesa.
L’improvviso mutismo dei dirigenti democratici è apparso l’inevitabile risultato di una delusione largamente scontata e da loro del tutto prevista: quella seguita all’annunciato fallimento della campagna per far dimettere Berlusconi a causa del sue vicende sessual-matrimoniali. Una sindrome tipica di frustrazione, umana prima che politica, che colpisce inevitabilmente chi è stato costretto a partecipare a una battaglia, sapendo già che l’esito sarà infausto.
A questo punto, il rischio più grave per quel partito è che l’avvicinarsi della data del congresso finisca per accentuare il fenomeno di introversione politica del Pd. Una sindrome solipsistica che, comprensibile nella prima fase di ricerca dei motivi della sconfitta elettorale, non solo si è trascinata per un tempo insopportabilmente lungo, ma, di fatto, ha spento il collegamento tra il partito e la sua base elettorale.
In una democrazia regolarmente funzionante, infatti, occorre sia che l’opposizione sappia influire sull’operato della maggioranza, sia che non lasci quella parte di elettorato che non ha aderito alle proposte governative senza una salda rappresentanza politica.
Tra gli altri, si possono citare due clamorosi esempi di allentamento del legame che il Pd ha sempre avuto con categorie sociali e professionali vicine al partito. Il primo caso si è manifestato con la vicenda degli operai milanesi della Innse saliti per giorni su una gru, pur di difendere il posto di lavoro in pericolo per la minacciata chiusura dell’attività nella fabbrica dove lavorano. In altri tempi, la solidarietà del partito alla loro lotta si sarebbe manifestata con la tradizione di vigore e di clamore che tutti ricordiamo. In questa occasione, invece, l’appoggio è stato molto flebile e la voce del Pd si è confusa nel generico coro di auspici che veniva dalla classe politica locale.
L’altro clamoroso esempio, a questo proposito, è venuto dalla fiacca, generica e imbarazzata reazione del Pd alle iniziative del ministro Gelmini sulla scuola. Maestri e professori, notoriamente, costituiscono, o costituivano, una delle riserve privilegiate per i consensi al maggior partito dell’opposizione italiana. Ebbene, il Pd, diviso tra la consapevolezza della insostenibilità dell’andazzo corrente nelle aule del nostro Paese e l’impossibilità di ammettere la corresponsabilità per una egemonia culturale e politica in quel settore che ha prodotto risultati così negativi, non ha saputo opporre alle riforme governative alcun progetto credibile e organico di serio cambiamento. Limitandosi ad opporsi ritualmente alle proposte della Gelmini e lasciando sostanzialmente soli quegli insegnanti che pur fanno riferimento al partito.
Sono giuste le preoccupazioni di chi lamenta un panorama politico esclusivamente monopolizzato dal duello interno tra Lega e Partito della libertà e da un orizzonte culturale limitato al contrastato rapporto tra il governo e il Vaticano. Ma anche la «solitudine» di importanti ceti sociali del nostro Paese che non si sentono più difesi dai loro tradizionali rappresentanti nella classe politica nazionale consegna al futuro della nostra democrazia molte inquietudini.
da LA STAMPA.it - Editoriale di LUIGI LA SPINA - 23/08/2009
Castiglione del Lago - Umbra Acque nel mirino di Prc
Iniziativa comprensoriale contro il deposito cauzionale. Il coordinatore Monaco illustra la strategia.
Polemica infinita Il deposito cauzionale non va proprio giù
Rifondazione comunista intraprenderà anche al Trasimeno una serie di iniziative in favore degli utenti del servizio idrico, nel quadro di una strategia che il partito ha deciso di adottare a livello locale, regionale e nazionale. Lo ha annunciato ieri il coordinatore dei circoli del Prc del Trasimeno, Oscar Monaco, in una conferenza stampa, svoltasi a Castiglione del Lago, alla quale ha partecipato anche il consigliere comunale del Prc di Panicale, Francesco Sargentini. Nel mirino del Prc c'è innanzitutto la decisione di "Umbra Acque" di applicare il deposito cauzionale di 75 euro (pari a cento metri cubi d'acqua) agli utenti che non pagano la bolletta tramite l'addebito in conto corrente. "Tre i rilievi che muoviamo al provvedimento - ha affermato Monaco - il primo è che colpisce le fasce popolari e più deboli, quelle a basso reddito, e da questo punto di vista appare quindi un provvedimento quasi classista; il secondo è che la richiesta di deposito cauzionale arriva da una società che opera in regime di monopolio, che non deve temere cioè il passaggio dei suoi utenti ad aziende concorrenti; il terzo, infine, è che il provvedimento viene preso a contratto in corso". Riassumendo, secondo il Prc, quella di Umbra Acque è una misura vessatoria nei confronti dei cittadini. Di qui la decisione di presentare in tutti i consigli comunali del lago (laddove non sono presenti consiglieri del Prc, come ad esempio a Castiglione del Lago, sarà comunque la coalizione a cui aderisce il partito a doversene far carico) ordini del giorno che chiederanno ai rispettivi esecutivi municipali di intervenire su "Umbra Acque" affinché annulli il provvedimento. Ma non è tutto, perché il Prc ha avviato anche una campagna per la "ripubblicizzazione dell'acqua, in quanto bene comune primario sul quale non si deve poter speculare". Una campagna che ha preso per il momento la forma di una raccolte di firme. "A Città della Pieve siamo già a buon punto - ha detto Sargentini - presto inizieremo le sottoscrizioni anche a Panicale e negli altri Comuni". Il partito si metterà inoltre a disposizione dei cittadini per la compilazione del modello di rimborso dei canoni di depurazione non dovuti. "Il Tar del Lazio ha stabilito che questo canone non deve essere pagato dagli utenti che non sono allacciati agli impianti di depurazione - ha spiegato Monaco - e attraverso opportune domande, che inoltreremo alle associazioni di consumatori, è possibile ottenere rimborsi con retroattività fino a dieci anni"
Sergio Spaccapelo - Corriere dell'Umbria - 23 agosto 2009

Caro Giovanni,
sappiamo che te ne sei andato molto deluso dalle vicende di questa sinistra che sembra aver perso la sua strada.
Certo questa società è cambiata rispetto ai tempi della tua gioventù.
Tempi che favorivano l’impegno della gente di sinistra.
Tempi in cui si lottava duramente per conquistare i sacrosanti diritti a favore della gente più debole e arginare l’arroganza del grande capitale, senza chiedere nulla in cambio.
Tempi dove i risultati si vedevano ogni giorno. Oggi, ogni sforzo per cambiare, sembra del tutto inutile.
Non è così. E’ più difficile ma non è così.
Nel tuo ultimo viaggio sei stato accompagnato da tanti compagni, da tanti giovani che hanno ancora voglia di lottare per un futuro migliore e che non si fanno incantare dalle false promesse.
Ciao Giovanni, riposa in pace.
Noi ci siamo.